1 febbraio 2026

2025: corsa, toscana e anarchia finanziaria

2025: corsa, toscana e anarchia finanziaria

E alla fine, è arrivato anche il 2026 e, come ogni anno, è giunto il tempo di tirare le somme.

Questa usanza sul mio blog ormai avviene da qualche tempo anche se inizialmente era nata con l’idea di tenere “un diario” vista la mia passione per gli investimenti. Un diario educativo, principalmente verso me stesso, che ripercorresse le scelte fatte nel tempo sulla mia gestione finanziaria.

Ho però deciso, da quest’anno, di arricchire questo “format” con anche qualche considerazione meno venale e più personale. Considerazioni che, a onor del vero, mi faccio sempre, come tutti noi, forse ogni giorno ma a maggior ragione a fine anno, anche se qui ne ho riportate solo una parte. E sì, per forza di cose molte rimarranno sul mio Notion personale, ma altre no.

Come è andato questo 2025

Avevo finito il 2024 dicendo che era stato un anno pessimo per me, da buon anno bisesto che era. Devo dire che questo 2025 ha sicuramente rotto l’inerzia e ha iniziato a muoversi verso la direzione giusta, anche se non era partito nel migliore dei modi, e ne avevo parlato anche nell’articolo della Giordania.

Ci sono 4 macro avvenimenti che mi ricorderò di questo 2025 (o meglio, 3 sono quelli che posso citare):

Posso anche dire di aver fatto dei progressi personali importanti in termini interiori, continuando l’ottimo percorso già intrapreso nel 2024, e anche fisici, continuando la palestra con costanza e, soprattutto, la corsa. Sono molto contento dei risultati che ho ottenuto.

A onor del vero è anche stato l’anno, soprattutto sul finale, di alcune grandi scelte di vita che sono emerse, e mi sono portato in questo 2026 perché non ho ancora deciso, ma solo rimandato. Non per pigrizia, ma perché non è ancora il momento di prenderle, ma la pulce nell’orecchio è lì e prima o poi la dovrò affrontare. Ma su questo, a tempo debito, sicuramente, dovrò tornarci approfonditamente.

Il vil denaro

Fatta la doverosa premessa spirituale, passiamo alla nota dolente: la contabilità. Anche perché l’idea di questa rubrica, che leggo solo io e me stesso, era nata proprio per la mia passione per la finanza, anche se poi la mia vita professionale ha preso una piega diversa.

Il mio 2025 finanziario si è riassunto in un bizzarro paradosso: tre scossoni apparentemente inconciliabili che hanno portato a un risultato inaspettato.

  • L'anomalia del flusso di cassa: A febbraio 2025, un mio progetto personale ha deciso di funzionare. Nessun miracolo da guru della Silicon Valley, solo codice scritto di notte che ha intercettato un bisogno reale di una nicchia di utenti altospendenti. È un'entrata extra stabile e importante, ma destinata a morire per la natura stessa del business, tra qualche anno. Il bello di questo business è che il mio effort nel mantenimento rasenta lo 0.
  • Acquisti d'impulso ad alto budget: A luglio ho comprato la moto nuova. Quella che razionalmente avrei dovuto evitare e che, puntualmente, ho scelto nell'allestimento meno economico. La cosa tragicomica è che questa spesa si è praticamente autofinanziata nel giro di due settimane grazie a un sussulto totalmente casuale di una shitcoin che avevo in portafoglio. Non è strategia ma un clamoroso colpo di culo che ha ripulito la mia coscienza.
  • Edonismo terapeutico: Ho speso molto più del solito in viaggi, cene, biglietti aerei e regali. Praticamente tutto ciò che il mio "io" del passato avrebbe catalogato come "spreco inefficiente". Eppure sono contento. È la prosecuzione di quel piano di umanizzazione iniziato nel 2024.

Il bilancio della fiera? Più entrate, stessa identica liquidità accumulata a fine anno, ma un tasso di felicità decisamente più alto. Il capitalismo, se preso a piccole dosi edonistiche, ha i suoi lati positivi.

Sviluppo guidato dal rancore: la Dashboard

Parliamo di investimenti crudi. Questo è il primo anno in cui il resoconto sul blog si chiude con un segno meno.

C’è una spiegazione logica, ma prima permettetemi una digressione profondamente nerd.

La vedete questa dashboard? L'ho scritta da zero. Il motivo? Puro rancore. Il software che usavo prima, onesto e gratuito, ha pensato bene di trasformarsi in un servizio a pagamento da 100 euro all'anno. Cento euro per mostrarmi quattro grafici in croce. Offeso nell'orgoglio di dev e nel portafoglio, ho passato i miei weekend a ricostruirmelo. Se calcolassi la mia tariffa oraria avrei speso l'equivalente di dieci anni di abbonamento, ma la soddisfazione di non pagare quell’abbonamento è stata impagabile. E chissà che questo progettino non diventerà una terza entrata in futuro… non dico altro.

Tornando al segno meno: la colpa è della fine della cosiddetta alt season a inizio anno, che ha drogato le aspettative per poi lasciarci a terra, e in parte della moto. Per comprarla ho dovuto parzialmente liquidare una quota di Bitcoin. Una mossa che i puristi dell'holding considerano un sacrilegio, ma che ex-post si è rivelata l'unica decisione sensata dell'anno: ho venduto prima del calo, ho ribilanciato il portafoglio, la moto è a casa e la cassa ha sofferto meno del previsto.

Nonostante il caos, l'asset allocation è rimasta sorprendentemente vicina ai target. Il che dimostra che a volte l'anarchia e la pianificazione geometrica possono coesistere. Paradossalmente, aver alleggerito la quota BTC per la moto ha riportato l'esposizione crypto vicina al mio target — decisamente aggressivo — del 20%.

Il Numero Magico

L'anno scorso, con la tipica arroganza dei ventenni (avevo 29 anni), avevo dichiarato di voler raggiungere una determinata cifra di Net Worth entro i trent'anni. Un numero puramente simbolico senza alcuna utilità pratica, intendiamoci.

Negli ultimi due anni, tra treni e aerei, cene fuori, shopping e una netta propensione a godermi la vita, avevo totalmente abbandonato l'idea. Mi ero rassegnato, consapevolmente, che quello stupido obiettivo non sarebbe più stata una priorità.

E invece, l'ironia della sorte.

Ho compiuto trent'anni e quel numero l'ho superato comunque, facendo l'esatto contrario di quello che consiglierebbe qualsiasi pseudo guru: ho speso, ho disinvestito per comprare beni di lusso e ho smesso di pensarci. Evidentemente l'universo ha un senso dell'umorismo particolare.

Alla fine della fiera

La corsa è una cosa seria. Molto seria.

Quindi, qual è la morale di questo 2025? Se dodici mesi fa mi avessero detto che avrei superato i miei obiettivi nell'anno più disorganizzato della mia vita, liquidando Bitcoin per comprare un giocattolo a due ruote e inseguendo treni e aerei, avrei suggerito un TSO immediato. E invece, eccoci qui.

Il 2026 è arrivato e, con lui, un bel pacchetto di decisioni molto importanti che fluttuano nell'aria. Scelte personali e di vita che per ora ho archiviato sotto la voce "ci penserò domani", ma che iniziano a pretendere una risposta.

Ma un problema alla volta. Per ora mi godo il paradosso di un anno andato incredibilmente storto secondo i piani, e incredibilmente dritto secondo la realtà.

Il consiglio a me stesso di quest'anno? Godersela e concedersi anche qualcosa di totalmente inutile che vi faccia sorridere. E ora mi godo un po’ di meritato riposo prima di dedicarmi al resto dell’anno a decidere cosa fare da grande.